lunedì 24 aprile 2017

Sciroppo o "miele" di tarassaco

Non so se l'ho mai detto, ma casa nostra è circondata da campi e boschi. Qui vicino c'è un piccolo fazzoletto di terra dove un simpatico signore, che noi chiamiamo semplicemente "il Barbiere" (essendo che è il barbiere del paese), coltiva il suo orto. La Tata e la Pissi vanno spesso a trovarlo perché è pieno di animali e soprattutto di gatti e relativi gattini. Il Barbiere è veramente una persona gentile, ci riempie sempre di regali come uova (delle sue galline) e piantine di vario genere in quanto è uno sperimentatore e gli piace tentare la coltivazione di frutti e verdure particolari. L'anno scorso le bimbe lo aiutarono a raccogliere fiori di tarassaco che sua figlia usa per preparare uno sciroppo; dopo qualche giorno arrivò con un vasetto di sciroppo e la ricetta per farlo.
Secondo quanto ci disse il preparato non ha proprietà benefiche particolari, ma è indubbiamente buono e, durante l'inverno, le bimbe lo hanno sciolto nel the o nella camomilla quand'erano malate e lo gradivano molto. Così quest'anno ho deciso di farne qualche vasetto pure io.

La materia prima da queste parti decisamente non manca, il mio giardino è completamente ricoperto da fiori di tarassaco (noi li chiamiamo "piscialetti", nome che probabilmente deriva dalle proprietà diuretiche del tarassaco), quindi ne ho raccolto un bel secchio e li ho lavati bene, anche perché sono quasi sempre pieni d'insettini minuscoli.
Di seguito vi riporto la ricetta!

Sciroppo di fiori di tarassaco

4 manciate abbondanti di fiori di tarassaco
1L acqua
1kg zucchero
1/2 limone

Lavare bene i fiori e metterli in una pentola, aggiungere acqua fredda e portare a bollore a fuoco medio. Quando inizia a bollire spegnere il fuoco e lasciare riposare per una notte.


Il giorno seguente togliere i fiori dall'acqua dopo averli ben strizzati e filtrare il tutto con un colino sottile.

Aggiungere al liquido lo zucchero e il mezzo limone a fette (togliendo prima i semi), portare a bollore a fuoco medio-basso.

Spegnere il fuoco a fare raffreddare il composto. Ripetere l'ultimo procedimento per altre 2 volte in modo che lo sciroppo si addensi senza però cristallizzare.
Riempire i vasetti dopo averli sterilizzati e metterli in forno per circa 30 minuti, alla temperatura minima, per chiuderli bene.

Ed ecco qua il vostro sciroppo! Il sapore ricorda molto il miele, infatti viene anche detto impropriamente miele di tarassaco, ed è ottimo, o almeno così dicono sul web, per tosse, raffreddore e mal di gola. In ogni caso è un dolcificante particolare e qualche cuoca migliore di me potrebbe usarlo per qualche piatto succulento, chissà.... vero Batù?
"Con questa ricetta partecipo al contest al km 0 organizzato da Batuffolando ricette, I biscotti della zia e un’arbanella di basilico "






venerdì 21 aprile 2017

VdL - L'età dello tsunami, Alberto Pellai & Barbara Tamborini

Dopo qualche settimana d'assenza mi ripresento con questo simpatico libro per genitori. Avendo una figlia di 11 anni e sentendomi assolutamente impreparata alla tempesta "ormonal-emotiva" che sta per investirmi, mi sono sentita subito attratta da questo titolo.
L'età dello tsunami - Come sopravvivere a un figlio pre-adolescente, racconta proprio di questa "età di mezzo" (che qui viene fatta coincidere con i 3 anni delle scuole medie), poco analizzata rispetto all'adolescenza vera e propria ma, decisamente, un'età complicata. Sarà perché per me è stato un periodo bruttissimo, vissuto male, che ha condizionato per anni il concetto che avevo di me stessa, il pensiero che la stessa sorte possa toccare a mia figlia mi angosciava moltissimo.
Devo dire che il libro è molto carino, non pretende di dare ricettine facili facili per crescere figli felici e giulivi, ma soprattutto spiega cosa accade loro in questo periodo di trasformazione. Personalmente ho trovato interessantissima la parte in cui viene spiegato, con parole molto semplici, il funzionamento del cervello di un pre-adolescente rispetto a quello di un bambino e di un adolescente; è bello sapere che gli sbalzi d'umore, gli scatti d'ira sono solo frutto di un cervello non completamente sviluppato. Quindi se tuo figlio ti urla "Ti odio" non è che ti odia davvero, ma semplicemente non ha i mezzi per mediare la sua ira del momento e può solo sfogarla al 100%.
Insomma tutto sommato non è un libro che ti cambierà la vita e ti farà diventare un genitore fantastico, anzi sottolinea spesso che il "genitore perfetto" non esiste, ma ha un effetto tranquillizzante, ti spiega come evitare di perdere la calma ogni 3X2, che le punizioni (ovviamente non corporali) sono necessarie perché spesso i pre-adolescenti non hanno il senso del limite, che il dialogo è importante per costruire un rapporto maturo che prosegua anche dopo l'inevitabile distacco da mamma e papà. Anzi è fondamentale per farli volare con le loro ali, consci che però ci sarà sempre un nido a cui tornare se la tempesta si farà troppo intensa.



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venerdì 17 marzo 2017

VdL - Bentornati in casa Esposito, Pino Imperatore

Proseguiamo con la "saga" della famiglia Esposito! In questo secondo libro si continua a ridere delle disavventure del mancato boss Tonino Esposito che si trasforma sempre di più in una macchietta. Diciamolo pure: in questo romanzo Tonino tocca proprio il fondo. Stanco delle sue suppliche O' Tarramoto gli trova un impiego, si spera il più innocuo possibile, in un'impresa di pompe funebri; ma niente, Tonino non è capace nemmeno di seppellire il morto giusto e si fa cacciare anche da lì! Non c'è posto per lui nel clan che, nel frattempo, sta vivendo tempi difficili: gli affari vanno male anche alla camorra ed una terribile faida sta facendo terra bruciata attorno al boss Pietro de Luca detto O'Tarramoto; gli altri capi della camorra hanno deciso: de Luca deve morire. Intanto i mesi passano e la vita procede, Tonino e Patty diventano di nuovo genitori di due gemellini, Tina trova il suo primo amore a un campo estivo organizzato dal parroco del rione Sanità, un prete-coraggio, amico d'infanzia di de Luca, che lotta contro la camorra dall'altare e lavorando fortemente sui giovani. Ma un giorno, al cimitero delle Fontanelle, Tonino sente sua moglie Patty ammettere di averlo tradito, molto molto tempo prima: è il crollo. Tonino se ne va di casa, confuso e dilaniato dal senso di inadeguatezza; Patty tira avanti, ma senza il marito i soldi sono pochi, Tina si schiera in prima linea nelle manifestazioni anticamorra. Non si ride più molto a questo punto, il clima a Napoli è pesante, la tragedia aleggia nell'aria, la sentono incombere anche gli animali di casa ... e poi accade, cosa dovrete scoprirlo da sole ovvio.
Bello e realistico questo romanzo, leggendo qualche articolo ho scoperto che la parte finale, così diversa dalla prima parte, è nata così, di getto, dopo uno dei tanti fatti di sangue che hanno finito per coinvolgere anche gli innocenti e di cui Napoli è spesso scenario, purtroppo.
Lascia l'amaro e anche il dubbio, ma, ed è la parte migliore, un pizzico di speranza. Si può cambiare se si cambia la testa della gente e, nella fattispecie, i giovani possono cambiare la società. Lottare, lottare sempre, non arrendersi allo status quo. Mai.



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venerdì 10 marzo 2017

VdL - Benvenuti in casa Esposito, Pino Imperatore

Buongiorno a tutte,
questo di oggi è il primo libro imperniato sulle avventure tragicomiche della famiglia Esposito. Il capostipite Tonino è il figlio imbranato del defunto boss del rione Sanità a Napoli; il padre è stato assassinato in una guerra tra clan ed il suo posto è stato preso, non dal figlio decisamente impedito, ma dal suo luogotenente chiamato 'O Tarramoto. Tonino è quanto di più lontano da un camorrista si possa immaginare: è imbranato, iellato, goffo, ha incubi ambientati nei cartoni animati e passa il tempo a conversare con la capuzzella del Capitano al Cimitero delle Fontanelle. Gli fa da contorno la sua numerosa e turbolenta famiglia: la moglie Patty e i figli Genny e Tina, i genitori di Patty, la madre di Tonino, la domestica ed il giovane Enzo che Tonino ha preso sotto la sua ala protettrice. Tutti vivono nella stessa casa, al centro del rione Sanità.
Nel tentativo disperato e infruttuoso di dimostrarsi degno erede del padre e membro onorevole del clan, Tonino ne combina di tutti i colori suscitando l'ira d'O Tarramoto al punto da dover lasciare Napoli in fretta e furia.
Il romanzo è davvero molto divertente e riesce a dissacrare la camorra senza cadere nella "macchietta" o nella pesantezza di stile.
Tra le righe fa capolino uno spaccato della Napoli contemporanea divertente e crudele al tempo stesso; una città bellissima, ricca di storia e di cultura strangolata dalla malavita. La giovane Tina impersona quella parte della città che vorrebbe uscire dal vortice della camorra, ribellarsi e riprendersi la propria libertà ed i propri spazi.
Un libro che fa ridere, molto, e che sotto sotto fa anche pensare, che non è male!



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venerdì 3 marzo 2017

VdL - L'allieva, Alessia Gazzola

Contrariamente a quello che mi accade di solito, stavolta ho visto prima la serie televisiva e solo dopo mi è venuta voglia di andarmi a leggere il libro. Questo perché lo sceneggiato mi è piaciuto molto e mi sono ritrovata completamente nel personaggio di Alice Allevi.
Alice è una specializzanda di medicina legale, direi quasi "un po' per caso", con un problemino di fondo non  proprio trascurabile: è goffa, impacciata, pasticciona, disorganizzata, perennemente in ritardo.
Insomma: Alice sono io!
Beh ok non è che mi faccio una bella pubblicità a dirmi da sola questa cosa, ma è così. La rivelazione me l'ha fatta mio marito quando, per l'ennesima volta, ho costretto l'intera famiglia a guardare lo sceneggiato :"A te l'Allieva ti piace tanto perché ti ci rivedi vero?!" Sì, sì è vero; rivedo una me stessa goffa e un po' fuori luogo ai tempi degli studi. In laboratorio ero sempre quella che rompeva la vetreria, che sbagliava il reagente, che rischiava di far esplodere la cappa .... insomma una frana. Ma con le mie belle idee luminose, ogni tanto, che risollevavano le sorti dei miei risultati! Vi racconto questa poi vi parlo del libro (che siamo qui per questo non per me lo so): una volta stavo facendo una reazione con un reagente sintetizzato dalla laureanda che mi aveva preceduto, e ce n'era proprio poco, andava maneggiato con estrema cura. Insomma (e non e stata colpa mia) si è rotto il rubinetto del separatore sferico (che è di vetro) e tutta la preziosa soluzione color rosso sangue si è riversata sul piano di lavoro e ... addosso a me! Mi sono presentata nell'ufficio del mio relatore quasi in lacrime, completamente sporca di rosso ... lui mi ha guardata e mi ha detto :" Hai ammazzato qualcuno?". Quando gli ho spiegato l'accaduto, fra un po' lui ammazza me....
Ecco la nostra Alice Allevi è a questi livelli di dabbedaggine. Ma non manca di una certa arguzia che le permette di risolvere tutta una serie di omicidi che fanno da corollario al vero centro del romanzo: la sua vita professionale e amorosa. Sì perché oltre ad essere professionalmente impegnata a non farsi bocciare e buttar fuori dall'Istituto di Medicina Legale, Alice è impegnata a decidere dove deve andare il suo cuore, se da Arthur, figlio del Supremo, il direttore dell'Istituto, o se dal dottor Claudio Conforti, tutor di Alice e dongiovanni impenitente e sarcastico. Fossi io non avrei dubbio alcuno: il dottor Conforti vince 100-0 contro l'assenteista Arthur sempre in giro per il mondo con la sua macchina fotografica. Poi dai diciamolo: l'uomo che ti corteggia sfacciatamente ma fa anche un po' lo stronzo ha un fascino irresistibile, per lo meno nei libri! (O forse mi piace Lino Guanciale che interpreta il dott. Conforti nella serie? Forse.) Ma Alice è indecisa, pende un po' di qua un po' di là e nel frattempo investiga, dorme poco e studia ancor meno.
Nel complesso un romanzo scorrevolissimo, molto carino, senza pretese particolari, ma sostenuto da una verve frizzante e da un sarcasmo di fondo che ci fanno dimenticare la delusione del "giallo mancato"; sì perché la trama "misteriosa" è abbastanza inconsistente, il giallo non è un giallo perché di misterioso non c'è nulla, ma il tutto è voluto. Non è un romanzo giallo, è una divertente commedia.
Io lo consiglio, ma io, come avrete ormai capito, sono di parte! ☺



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