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venerdì 22 settembre 2017

VdL - Il lago di cristallo, Maeve Binchy

Ci sono libri particolari, libri come quello di cui sto per parlarvi, libri che si leggono con piacere e fastidio contemporaneamente perché ... ci sta antipatico il protagonista. Ecco io proprio non ho sopportato la protagonista di questo, seppur ben scritto, romanzo di Maeve Binchy.

La trama prende le mosse da un incantevole paesino irlandese, Lough Glass, che sorge a un'ora di viaggio da Dublino sulle rive di uno splendido lago. Siamo all'incirca negli anni '50, in un paese profondamente cattolico, dove le scuole sono cattoliche e dove la gente vive nel timore delle malelingue e dei pettegolezzi di paese. 
Kit McMahon ha 12 anni ed è la figlia del farmacista del paese, il suo cruccio costante è la bellissima mamma Helen, bella ma triste, infinitamente triste e scontenta, con le sue lunghe e solitarie camminate sulle rive del lago. Tutto precipita quando in una notte di bufera Helen scompare. Tutti gli indizi fanno pensare che la donna si sia tolta la vita nelle acque del lago: un mese dopo un cadavere irriconoscibile viene rinvenuto in un canneto e la morte di Helen viene quindi data per certa.
Kit non ha mai confessato a nessuno che la notte della sparizione della madre lei ha trovato una sua lettera d'addio sul cuscino del padre; Kit, convinta che fosse la lettera di una suicida e preoccupata che la madre potesse non essere sepolta nel cimitero del paese, non ne legge il contenuto e brucia la lettera.
Da questo evento comincia una serie di vicende che coinvolgono la giovane Kit negli anni successivi alla morte della madre. L'arrivo di un'altra lettera, alla fine, sconvolgerà la sua vita ma la farà anche maturare e le farà comprendere come emanciparsi da un mondo che, con gli anni '60 e la loro rivoluzione, deve cambiare anche nella cattolicissima Irlanda. La sua vita si legherà a quella di una coppia londinese, Lena e Louis Gray ... chi sono e cosa hanno a che fare con Lough Glass? Cosa sanno loro di sua madre e del fatto che sia davvero morta o meno?

Allora, come dicevo, il problema, per me, di questo romanzo è Helen. Comprendo il momento storico, dove magari spesso una donna faceva scelte d'apparenza e convenienza; ma una madre che abbandona i propri figli per andar via con l'amante che, fra l'altro, la riempie di corna più di un cesto di lumache io proprio non la posso concepire!
Perciò la storia è anche carina, ben scritta, belle le descrizioni dei luoghi (io poi amo l'Irlanda), ma il fastidio che ho provato per ogni azione e scelta di Helen mi hanno accompagnata per tutta la lettura.
Meno male che c'è Kit che salva la situazione e, crescendo, diventa una donna forte, intelligente, piena di buon senso (non come la madre!) che prenderà in mano la sua vita ed avrà il suo lieto fine. La società alto borghese irlandese non esce benissimo da questo romanzo: personaggi vanesi attaccati alle apparenze e ai soldi. Vince il self made man della piccola borghesia e del popolo, l'uomo e la donna lavoratori, seri, determinati, che si costruiscono da soli la propria fortuna. Non so quanto questo corrisponda alla società irlandese dell'epoca, ma sembra tutto un po' banale e già visto.
Un libro che si legge bene, ma che consiglio solo per una lettura svagata ... magari a qualcun'altro Helen piace!



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3 commenti:

  1. Il fatto che la protagonista ti sia antipatica vuol dire che, comunque, la lettura ti ha trasmesso qualcosa. E' un libro che non conoscevo. Ne prendo nota. Devo dire che l'antipatica Helen mi ha incuriosita ;-) Ps. con le corna come un cesto di lumache mi hai strappato un sorriso!!!

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    1. Beh sono contenta di averti incuriosita! Fammi sapere la tua opinione, mi raccomando.

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  2. Anche se non è una bocciatura in toto la tua, non credo che mi piacerebbe tanto questa lettura. Il personaggio della madre già mi irrita solo leggendo il tuo post...figurati!! ;)

    Un abbraccio, alla prossima :)

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